Ho letto questo articolo qualche giorno fa, e mi ero ripromesso di non commentarlo, data l’ovvietà di alcune affermazioni, l’inconsistenza delle argomentazioni e la generale ignoranza palesata dall’autore sull’ argomento. Ma, soprattutto,visto il taglio piuttosto tecnico di questo spazio, mi sono interrogato sull’opportunità di pubblicare un trafiletto su un argomento estraneo alla natura del blog.
Tuttavia, ho deciso in questa occasione unirmi alle critiche. In primo luogo perchè trovo quella offerta dal blog una possibilità di condivisione di informazioni che, nella mia esperienza personale non ha mai provocato alcun dissidio ed è stata semmai occasione di ampliamento della conoscenza e del network professionale. In secondo luogo per una frase in particolare, che mi ha fatto abbastanza inorridire:
A me invece paiono luoghi nei quali
bisognerebbe io credo vergognarsi di scrivere, e certo non inorgoglirsi
di averli creati.
Siamo alle solite. Si ha paura di uscire dalla Casta. Si ha paura che i blog intacchino la posizione elitaria di chi scrive, del giornalista. A parte il fatto che la scrittura non è (nella maggior parte dei casi, men che meno in questo!) un dono divino, o un diritto di nascita. E poi si tranquillizzi l’esimio giornalista, chi possiede un blog non lo fa necessariamente per scrivere, per dimostrare quanto è bravo, o per smanie di protagonismo. Più spesso, è attirato dall’idea di poter comunicare con altre persone su un argomento di interesse personale o professionale. Il fatto che poi la cosa sia pubblica non costringe nessuno a leggerla, o a disprezzarla. E’ semplicemente una delle comodità offerte dal medium, che questo signore potrà continuare beatamente a ignorare, senza che alcun male gli venga cagionato. La vergogna, per carità, riserviamola per qualcos’altro…